S. Caroppo – Tirocinio

La mia esperienza in Performando

a cura di Sara Caroppo

ormeHo conosciuto Performando tre anni fa durante un incontro che il suo direttore , Andrea Di Lenna , ha tenuto presso la mia facoltà.
Quello che subito mi colpì fu il parallelismo tra mondo aziendale e quello dello sport con cui Andrea Di Lenna spiegava l’approccio usato nella sua società di consulenza. Proponeva un metodo innovativo, diverso da quello presentato nei testi, da utilizzare nel mondo della formazione.
Parlava di persone più che di partecipanti.
Dopo la laurea avrei voluto collaborare con loro; sono stata fortunata… tre anni dopo entravo a far parte dello staff come tirocinante.

Se dovessi descrivere nel dettaglio quanto imparato nell’anno trascorso mi dilungherei troppo, ma credo di poter descrivere sinteticamente cosa vuol dire fare un’esperienza in Performando cercando l’aiuto di tre parole: PERSONE, PASSIONE, PROFESSIONALITA’.

Per prima cosa ho capito che la professione del formatore parte dalla certezza che un buon formatore è colui che lavora con le persone e per le persone.
Entrare con i trainer di Performando in più aziende, incontrare persone, mondi diversi (all’incirca 100 volendo essere precisi!) ti aiuta a capire che i concetti studiati sui testi universitari finalmente conoscono un’applicazione concreta. Ma soprattutto comprendi che questi sono il tuo punto di inizio e non di arrivo (ammesso che il punto di arrivo ci sia!). Dopo le conoscenze ci vogliono le nuove conoscenze; perché come le persone sono in continua evoluzione, lo deve essere anche il professionista che lavora con loro e per loro.

Performando mi ha insegnato che la ricerca, la continua innovazione, la gestione del know how sono componenti fondamentali di questo lavoro. Mi sono trovata quindi ad integrare la mia esperienza con le persone nei corsi outdoor, con il lavoro per le persone attraverso i diversi compiti svolti in ufficio.
Perché questo è un lavoro che non si può improvvisare. Occorre progettare, pianificare, costruire in maniera paziente per ottenere qualcosa di solido.

I due ingredienti fondamentali sono: passione e metodo.
Si lavora con metodo ma animati dalla passione.
Non ho mai sentito parlare così tanto di passione come in questo mio ultimo anno. Il vero salto di qualità avviene quando con le persone si lavora non solo sulle conoscenze, ma anche e soprattutto sulle relazioni e le emozioni.
Quello che più mi ha colpito osservando i docenti di Performando al lavoro nei vari corsi è stata la volontà di queste persone che vi partecipavano di raccontarsi per raccontare il loro lavoro, di essere pronti a mettersi in discussione non solo come professionisti, ma anche come persone. Studiare dai libri mi faceva sperare in questo, vederlo dal vivo me lo ha fatto credere fermamente.
Ecco cosa mi ha dato la possibilità di fare Performando: credere nelle cose più che sperarci.

Ma una considerazione va fatta anche relativamente alla figura del formatore.
Ho avuto la fortuna non di vedere cosa fa un formatore, ma “il formatore”.
Ho osservato diversi professionisti all’opera, e quindi diversi modi di entrare in contatto con le persone e stimolarle alla crescita e al cambiamento.
Ho potuto chiedere loro il perché e il come, chiarire dubbi, avere risposte, stimoli nuovi, diversi punti di vista, osservare da vicino “i trucchi del mestiere”; starà a me poi integrare tutte queste informazioni ed elaborarle secondo un mio stile e un mio modo di fare. Occorrono tempo, strumenti, risorse e un ambiente stimolante; Performando mi sta dando la possibilità di avere anche questo.
Ed anche di tutto ciò, più che la speranza, ne ho la convinzione.

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